L’inascoltato

Hallelujah…il mio secondo post di Natale.

Pubblicato in canzoni da gffornaciari il 23 dicembre 2010

Possiamo anche far finta che tra qualche ora non sia Natale, ma in fondo abbiamo bisogno di pensare che lo sia.
E lo sarà.
Perchè ne abbiamo bisogno.
Perchè Natale è un traguardo e noi che siamo nati per correre abbiamo bisogno di un fine.
Abbiamo bisogno di paesaggi innevati, di luci che ci raccontino che da qualche parte c’è pace e serenità quando dentro e intorno a noi c’è tormento.
Abbiamo bisogno di un ideale, di purezza, di un signore vestito di rosso con la barba che sorride ai bambini, di fare un regalo a chi durante l’anno non sappiamo nemmeno parlare di noi.
E’ il sogno, è il nostro essere “temporanei” e allo stesso tempo il nostro fottuto desiderio di essere immortali…almeno sottoforma di ricordo.
Di caldo ricordo, di battito cardiaco accelerato, di cinque centimetri che sappiano sollevarci da quella terra alla quale qualche maledetta legge fisica ci costringe a stare attaccati.
E allora c’è qualcosa di meglio di una canzone come Hallelujah scritta da Leonard Cohen nel 1984, proposta in più di 180 versioni e diventata icona stessa della fragilità e della memoria ad opera di Jeff Buckley?
E’ Natale e vorrei che oltre a Gesù nascesse di nuovo Jeff Buckley.
Come i Re Magi andrei a trovarlo e gli farei un regalo perchè lui potesse ricordarsi di me allo stesso modo in cui io in questo momento mi sto ricordando di lui.

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